Comune di Inverigo

Monumenti

Inverigo presenta importanti episodi architettonici/monumentali ed ambientali.

Villa Crivelli - complesso di corpi secenteschi uniti da un portico neoclassico di L. Pollak - La Villa si compone di tre corti chiuse: la corte del Castrum, la corte del fattore e la corte nobile. La struttura della Villa Crivelli, situata in posizione dominante sulla collina che guarda la valle del Lambro mostra l’impronta di successive sovrapposizioni al nucleo originario. Dalla villa si stende un giardino che, da stampe ottocentesche, doveva essere in parte alla francese ed in parte all’italiana.

 

Santuario di S. Maria della Noce

Il Santuario di Santa Maria della Noce venne eretto, secondo il volere di S. Carlo Borromeo, sul sito dove nel 1501 era apparsa la Vergine tra i rami di un noce per soccorrere due fanciulli esausti dalla fame, i quali, in cerca di legna, si erano smarriti nel bosco. I lavori di edificazione furono completati verso il 1660, grazie al volere della famiglia Crivelli. La facciata del Santuario, severa nel classicismo delle forme, presenta quattro lesene sormontate da capitelli ionici che reggono il timpano triangolare, ripetuto in dimensioni minori sopra l’ingresso centrale, che vanta un portone di pregevolissimo intaglio su disegno secentesco. L’interno dell’edificio in stile dorico ha un impianto a croce greca che vanta di un vano centrale quadrato sormontato da una cupola a calotta cieca e illuminato dall’abbondante luce proveniente dalla lanterna. La chiesa s’addossa ad una vecchia torre squadrata e massiccia in cotto, ora campanile, più antica del santuario. La struttura medioevale la fa risalire a quella serie di torri di segnalazioni che collegavano Lecco, Erba, Mariano, Cantù. Il Santuario è ospitato all’interno di una corte rettangolare, che dal XIX secolo sino alla crisi della bachicoltura, ospitarò il mercato dei bozzoli, uno dei più importanti mercati della Brianza per il commercio della seta. Il porticato era già stato, a partire dal ‘500, un ricco ambiente di scambi commerciali, come testimoniano le aperture con la porta d’accesso e la piccola vetrina d’esposizione, tipiche delle botteghe, così come le grandi pietre monolitiche adagiate sulla piazza, all’epoca postazione riservata agli stagnari che usavano la pietra e le incisioni ancora visibili sulla superficie per stagnare gli oggetti in rame.
 

Viale dei Cipressi

Il Viale dei Cipressi è un corso alberato che attraversa per 2 km il comune di Inverigo, unendo le sue principali opere architettoniche. L’opera costituisce una delle prime realizzazioni barocche di prospettiva a cannocchiale: le linee alberate, infatti, tracciano un cono visivo nel cui fuoco si trovano gli edifici della Villa Crivelli, che vengono così messi in risalto dominando il paesaggio circostante. Il tratto originale, realizzato dalla famiglia Crivelli nel 1664, scende dall'omonima Villa al santuario di Santa Maria della Noce. Il Viale fu prolungato nel 1691 per raggiungere il Roccolo del Navello e nel 1722 fu allungato in direzione opposta, fino alla sommità della scalinata del Gigante. Questi tratti si configurano come estensioni del giardino di Villa Crivelli ed insieme segnano un vasto territorio che dal colmo della collina scende sino alla piana del fiume Lambro, nell’intento di rappresentare e celebrare il potere della famiglia Crivelli. Risalendo il Viale dei Cipressi dal Santuario di S. Maria, si può ancora osservare l’abside della Chiesa romanica di San Silvestro, inglobato nel muro di sostegno di uno dei belvedere della Villa, utilizzato come bastione di sostegno di una delle due terrazze panoramiche realizzate da Leopold Pollack. La continuazione del Viale in direzione del complesso del Navello è ancora parzialmente visibile dalla sommità della collina. Oltre la strada e la ferrovia si possono infatti scorgere, seminascoste dalla vegetazione, due file parallele di cipressi, seppur inaccessibili al pubblico.

 

 

La Rotonda, villa neoclassica del Cagnola è una delle meraviglie della Brianza. Sorge sulla sommità della collina di Inverigo ed è l’edificio più imponente di Inverigo. Circondata da cipressi e pini italici la grande villa si erge austera nel paesaggio brianteo. L’edificio presenta un corpo a pianta centrale sormontato da una grandiosa cupola emisferica sulla cui sommità vi è un terrazzo belvedere. La facciata nord presenta un portico con architrave, fiancheggiato da due ali di gigantesche colonne. Sul fronte Sud, su un sistema di terrazze degradanti si inseriscono gigantesche cariatidi che sono attribuite allo scultore Pompeo Marchesi. Il parco, articolato in un grande spazio è ricco di conifere al alto fusto, di cedri del Libano e di pini marittimi.



A Pomelasca, la Villa Sormani sorge su una amena collinetta al punto di convergenza fra i Comuni di Lurago d’Erba e Lambrugo. Restaurata a cura dell’arch. Carlo Amati (autore della facciata del Duomo di Milano), con la guida dell’abate don Ferdinando Sormani, perdette il suo carattere secentesco e assunse le linee architettoniche dello stile neoclassico che tuttora conserva. Due sono gli edifici religiosi: la cappella di famiglia al piano terra della villa e una chiesetta in stile neoromanico costruita nel 1952 su progetto dell’Arch. Ambrogio Anoni esternamente al complesso. Sul retro della villa vi è un parco paesistico con varie e pregevoli specie botaniche come cedri, faggi, sequoie giganti, tigli, palme.

 

A Cremnago spicca la settecentesca Villa Perego posta su un’altura in posizione dominante, attorno si stende il centro di Cremnago, ora frazione di Inverigo. Il complesso padronale è stato costruito fra il 1738/1745 dall’architetto milanese Pier Giuseppe Merlo mentre i rustici e la terrazza sono stati realizzati da Simone Cantoni alla fine del settecento (1793/1798). Le serre sono attribuite al Piermarini e la piccola cappella dedicata all’Imacolata sembra essere un’architettura barocca. Ancora oggi il complesso è di proprietà della famiglia Perego, eredi degli antichi proprietari.

 

A Romanò Brianza Villa Gallarati oggi villa Mezzanotte è una realizzazione secentesca attribuita all’arch. Francesco Maria Ricchino. L’edificio, sito nel cuore di Villa Romanò, frazione di Inverigo, comprende una parte padronale con dei rustici. Il giardino ha impianto prospettico monumentale, tutto chiuso da un alto muro di recinzione, ed è organizzato in modo simmetrico rispetto ad un asse mediano che, proseguendo all’esterno, segna il viale di accesso alla villa e il collegamento della stessa con il roccolo. Ha arredi in pietra, statue, vasi con agrumi. Il Roccolo, non più utilizzato per la caccia, mantiene intatti i due percorsi interni. In questa villa viene conservata un’anfora vinaria di epoca romana, scoperta in loco.